Ieri mattina, i cancelli dei cimiteri di Taurianova non si sono aperti puntuali come ogni giorno. Un gesto forte, silenzioso ma assordante, che ha lasciato per un po’ fuori chi, quotidianamente o nei giorni di festa, varca quelle soglie per trovare conforto, per sentirsi meno solo anche davanti a una lapide, per sussurrare parole che il vento porta via ma che il cuore custodisce.
La chiusura è stata la conseguenza di un’ingiustizia che si trascina da due mesi: il mancato pagamento dello straordinario ai dipendenti cimiteriali. Uomini e donne che ogni giorno, senza clamore, vegliano sul riposo eterno di chi ci ha lasciato e sul dolore discreto di chi resta.
Da come abbiamo appreso, i dipendenti avevano informato il responsabile del settore che il turno di domenica non sarebbe stato coperto. Nonostante questo, per come ci è stato riferito, dal Comune nessuno ha mediato per evitare la chiusura.
Se consideriamo il cimitero di Radicena, i dipendenti sono soltanto quattro, più un tirocinante, e fra questi, per tutto il cimitero, c’è solo un operaio che, con dedizione e rispetto, mantiene puliti quei viali dove la memoria cammina accanto ai passi lenti dei visitatori. Un custode silenzioso che non alza la voce, ma parla con i gesti: rimuove le foglie, sistema le aiuole, rende dignità a un luogo che non è solo casa dei defunti, ma anche rifugio per i vivi.
Perché il cimitero non è solo un giardino di fiori, croci e lapidi. È il tempio del ricordo, la casa di chi è andato avanti, ma anche il luogo dove tanti trascorrono ore, trovando conforto nel dialogo silenzioso con chi non risponde più. È il posto dove si piange, ma anche dove si sorride nei ricordi, dove il tempo sembra sospeso tra l’assenza e la presenza eterna.

La chiusura di ieri mattina non è stata solo un disagio, è stata una ferita aperta in un luogo sacro. I lavoratori cimiteriali non chiedono gloria, non cercano applausi. Vogliono solo ciò che gli spetta, per continuare a garantire dignità a chi riposa e a chi resta. Perché la memoria ha bisogno di custodi, e la nostra gratitudine non può restare muta.
E mentre l’Albo Pretorio segnala che venerdì 28 marzo è stata approvata la graduatoria provvisoria finalizzata all’assegnazione di loculi cimiteriali nel cimitero di Radicena, speriamo che le istituzioni sappiano rispondere con responsabilità, garantendo dignità ai defunti e a chi ogni giorno lavora con impegno e sacrificio.